Soci fondatori
e promotori






"Casa Sarti"

Quando nel 2011, dopo un lungo ad ampio dibattito a cui hanno partecipato tante persone della zona, viene costituita la fondazione, era già maturo in diverse famiglie il desiderio di sviluppare nuovi progetti di residenzialità per i propri familiari disabili.

Infatti Sandra Sarti, socia della fondazione, nel settembre 2011 espresse la volontà di donare un appartamento di famiglia alla fondazione perché potesse poi viverci il fratello Massimo di anni 64 disabile, insieme ad altre persone (massimo 4 compreso Massimo) con bisogni e necessità similari.

Pertanto dal settembre 2011 si è avviato un cammino intenso e ignoto verso la costruzione di un'esperienza che non aveva modelli e che era tutta da immaginare sull'idea di un nuovo welfare che la fondazione voleva interpretare.

Nei due anni successivi sono stati attivati diversi percorsi che elenchiamo qui di seguito:

“Casa Sarti” decolla il 9 dicembre 2013 in cui Massimo, Stefania, Pietro e Cristina tutti maggiori di età e disabili convivono insieme supportati da operatori sperando così di avere trovato una “nuova famiglia” con cui passare il resto dei loro giorni.

Il gruppo appartamento è stato configurato ai sensi dell’art 22 comma 1 punto a) della legge regionale n. 41 del 24 febbraio 2005 “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale” che per esteso recita:
Art. 22 Strutture soggette ad obbligo di comunicazione di avvio di attività.
1. Sono soggette al solo obbligo di comunicazione al comune di avvio di attività le seguenti strutture:
a) comunità di tipo familiare, compresi i gruppi appartamento e le aggregazioni di comunità, con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale, in cui sono ospitati fino ad un massimo di otto soggetti maggiori di età, per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il percorso individuale;

“Habitare” a “Casa Sarti” vuole essere pertanto un progetto di residenzialità che faccia sentire i coabitanti in famiglia ove per ognuno sarà redatto un piano individualizzato di assistenza con attività trasversali per tutti.

Infatti, integrato al progetto “Habitare”, si svolgeranno le seguenti attività diurne:

La fondazione ha sottoscritto un accordo con una cooperativa socia per gli interventi quotidiani educativi in Casa Sarti ed ha assunto 3 persone che si alternano nella casa per le necessità assistenziali delle persone e per l'igiene dell'ambiente di vita.

I volontari coinvolti, soci della Fondazione e/o appartenenti al territorio in cui il progetto insiste, saranno impegnati in tutte le fasi previste dal piano di attuazione, in affiancamento al personale di ruolo e potenziando la attività diurne e residenziali.

L’impegno e le funzioni previste per i volontari saranno pertanto: